sabato 20 ottobre 2012

Bariloche - regione dei laghi



Bariloche - Argentina

Siamo nel nord della patagonia, ai piedi delle ande....
... ma sembra di essere in austria o svizzera

La regione dei sette laghi che si estende attorno alla piccola città di bariloche è un luogo piacevole e bellissimo.
Turistico ma non (ancora?!?) ipersfruttato, per i canoni europei, propone visioni idilliache di laghi che come specchi riflettono le aguzze montagne. Il tutto immerso in un verde ipersaturato.
Ovviamente per godersi di questo è necessario avere buone gambe o un mezzo proprio.
Volendo arrivare fino "alla fine del mondo" in macchina ci siamo potuti godere il giro con un mezzo a 4 ruote.
Benvenuti nella Svizzera argentina!







 dal diario di viaggio:


" ... I bus, anche quelli di categoria inferiore, del resto gli unici che ho provato, sono estremamente comodi e affidabili, soprattutto se paragonati a quei macinini polverosi del nord d’Africa o ancor peggio quelli vivacissimi e super affollati dell’India. Fu comunque un sollievo per le gambe quando, sfinito per l’interminabile corsa durata tutta la notte lungo solitarie strade, il mostro a due piani della TUR BUS ci vomitò nell’assolata stazione di Bariloche ... "





 
 
 


" ... Incespicando a piedi sotto il peso degli zaini, principalmente per motivi economici, alla ricerca di un ostello e di un noleggiatore d’auto a buon prezzo, ci si può render conto di due cose. La prima è che Bariloche è finta. Come uno specchio intarsiato ma di poco valore essa risplende della magnificienza del lago azzurro che culla le montagne aguzze che lo circondano. La bellezza non è sua e quando la vista della natura è cancellata dai caseggiati, lo sguardo può posarsi solo su le ininterminabili agenzie di viaggi e le mille botteghe che vendono le solite cianfrusaglie made in China. Bariloche è la meta lussuosa per gli sport invernali, uomini che vogliono sembrare uccelli, e per le lunghe noiose camminate attorno al lago. Bariloche però, è anche la porta per la lunga strada che corre fino al profondo sud, e non solo, questa fortunata cittadina si trova anche incastonata in una fra le più belle regioni dell’Argentina, quella dei laghi. Trovato il simpatico ostello e scambiate 5 parole in tre lingue differenti con i nostri compagni sud africani, ci rituffiamo alla ricerca del noleggiatore perfetto. E qui la seconda lezione. La microeconomia è uguale alla macroeconomia: far da soli non solo è più divertente ma estremamente più economico ... "








" ...

Mi osservo oziosamente attorno. Il mondo cerca di adeguarsi a se stesso e macchine nuove fiammanti parcheggiano oziosamente vicino a parabrezza in frantumi e cofani tenuti con la corda. La corsa all’oro qui passa per strade di ripio. Sputo a terra, ancora polvere, mentre ci dirigiamo verso la lunga fila che si snoda davanti ad un bancomat per onorare la promessa fatta. Giustamente non si fidano delle carte di credito, hanno visto in faccia come i fogli e i pezzi di plastica possono di colpo riavere il loro valore reale: niente. E quindi le file ai bancomat che hanno sempre meno soldi di quelli che necessiti. Micro e macro economia. Devo ricordarmi di cercare sul vocabolario cosa significa perché qui ne vediamo solo gli effetti. Ma tutto il mondo è paese e anche noi, povera patria, anche noi che non abbiamo le file davanti al bancomat, anzi di cui non abbiamo più bisogno grazie alle nostre carte di credito, emblema di una solida micromacroeconomia, anche noi abbiamo “l’onore” di essere sulle pagine ingiallite del quotidiano “La Patagonia”. E ci siamo grazie a coloro che sul dizionario avranno dato la definizione di questa aliena parola. “Povera patria, schiacciata dagli abusi di potere” cantava Battiato ... "
 

 






" ... I sette laghi che danno il nome a questa regione si susseguono l’uno più affascinante dell’altro. La macchina grugnisce lungo il ripio, lo sterrato argentino, di questa terra di nessuno, già di nessuno, in quanto i mapuche che cacciavano in questi luoghi sono stai preda di un animale più forte, più scaltro, più innaturale: l’homunculus christianensis. Ora questa primitiva popolazione vende crocifissi davanti alle chiese. Il progresso ... "



" ... La cosa che sconcerta di più è la distanza ed il concetto di questa. Qui, a l’ombra di picchi innevati e nel riflesso di acque gelate il tempo è relativo, e la distanza si misura con il tempo. E tutto questo i laghi lo sanno. Me ne accorgo mentre da una rupe scoscesa osservo l’ultimo di essi giocare ad acchiappino con il vento delle montagne e portarmi alle narici l’odore dei lontani ghiacciai. Riavvio il motore, un cigolio, forse la cinghia? Ci penserò domani. Rotoliamo verso sud ... "


 
 
 
Tratto dal diario quotidiano di Sara:
 
14/12/10
Ore 16:30 Bariloche: Bariloche è una cittadina molto verde situata in una posizione favolosa sulla riva di un lago costeggiato da montagne dalle cime innevate. Sicuramente è un po’ troppo turistica per i nostri gusti, ma non si può certo dire che fa “cacare” come continua a ripetere Matteo infastidito dai molti negozi all’ultima moda.
Ore 19:10 Il mio bancomat comincia a fare i capricci…. Qua non è così immediato ottenere soldi contanti da quelle diaboliche macchinette. Speriamo di non rimanere al verde… Stasera risparmiamo. Enpanadas.
Ore 21:45 Ostello Periko’s : Oggi abbiamo trascorso l’intera giornata nella ricerca di una macchina a noleggio per poter scendere al sud e affrontare la famosa Ruta 40. Siamo praticamente entrati in e tutte le agenzie, tra l’altro numerosissime, della città, confrontato i prezzi fino al centesimo, escluso i fuoristrada e infine deciso di affittarla da due simpatici coniugi, lei con un principio di parkinson, più affabili ed emananti più fiducia rispetto ai furbacchioni incontrati. Spesa: 4900 AR$ per una settimana e 2300Km. Carissima!! Ma sempre la più economica. Ciò che fa lievitare così tanto il prezzo è il restituirla in un altro luogo e nel nostro caso lontano ben 2000 Km da qui. Va be…. Intanto risparmiamo sulla cena: empanadas e birra in un bar scalcinato che siamo riusciti a scovare lontano dai luccichii del centro.
15/12/10
Ore 13:30 Lago Traful:  Bellissimo. Qui seduti su questo pontile di legno che si immerge nelle placide acque azzurre del lago, coi capelli spazzolati da questo tiepido vento e la pelle scaldata dal sole ci si dimentica del tempo e della stressante vita che ci impone la città. Questa zona è veramente bella, emana calma e da il senso di libertà. Il verde rigoglioso intervallato da questi specchi d’acqua che riflettono il cielo e le montagne, l’aria limpida che sa di salute…. Mi ricorda un po’ le mie care Dolomiti… E’ un peccato andare oltre così presto.
Ore 22:10 Esquiel. Sarà l’ora tarda e la stanchezza del lungo viaggio, ma. Strade quasi deserte fiancheggiate da anonimi caseggiati che si incrociano formando un piccolo centro che sembra difendersi dall’inizio del deserto patagonico che la circonda, ricorda un po’ quei borghi anonimi che fanno da location a certi film dell’orrore.  La nostra guida non ci sta aiutando e tutti gli ostelli o hotel economici da lei segnalati si sono rivelati inesistenti o già chiusi data l’ora. Dovremo cercare fra quelli di categoria superiore…
Ore 23:50 Esquiel, Hotel Residencial Sky: Questa cittadina sembra veramente triste e desolata. Lo shinighiano hotel che ci ospita è, pur essendo più caro, molto più squallido rispetto ai puliti e semplici ostelli, di categoria inferiore, fin ora incontrati. Il ragazzo nella hall ci guarda con aria strana e annoiata quando lo ridestiamo dalla vecchia televisione, poi ci guida su per lunghi corridoi deserti fino a questa scialba stanza dalle tende logore che sa di chiuso e sparisce per ritornare ai suoi soporosi affaccendamenti. Il  pezzo di “leggendaria” strada percorso oggi per arrivare fin qua non aveva ancora perso la sua liscia copertura d’asfalto e quindi decidiamo che, per noi, la Ruta 40 inizia domani, da Esquel. La stanchezza si fa pesante e la sveglia suonerà presto, nanna…
 
 




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